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  GLOSSARIO
A

ACCRESCIMENTO

Insieme di processi di trasformazione di sostanze alimentari in componenti di un organismo vivente con conseguente aumento di peso e di volume. Mentre l'accrescimento delle piante, soprattutto di quelle perenni, è indefinito, quello degli animali si dice definito se cessa con L'acquisizione della maturità sessuale (come per esempio nel caso dei Mammiferi). Numerosi fattori influiscono sulla velocità dell'accrescimento: fra quelli esterni la temperatura, fra quelli interni gli ormoni.

ACCURATEZZA

Descrive il grado di accordo fra il risultato di una misurazione e il valore di riferimento del misurando.

ACQUA

Sostanza inorganica composta di idrogeno e ossigeno, formula H2O, peso molecolare 18.016, punto di fusione 0 °C, punto di ebollizione 100 °C. La molecola dell’acqua è asimmetrica e costituisce quindi un dipolo elettrico (ossia possiede un polo positivo ed uno negativo, a somiglianza di una piccola elettrocalamita). Da questo fatto derivano la maggior parte delle singolari proprietà dell’acqua e, in particolare, il suo eccezionale potere solvente verso gran parte delle sostanze, e la sua elevatissima capacità termica, che consente alle grandi masse di acqua (mare, laghi) di condizionare il clima delle regioni costiere. Elemento essenziale per la vita, costituisce il principale componente del protoplasma cellulare e i due terzi del peso corporeo dell'uomo. E' una risorsa limitata e "strategica" che può condizionare lo sviluppo socioeconomico di un territorio. E' l'insieme delle acque sotterranee e delle acque superficiali (dolci, salmastre e marine), considerate come componenti, come ambienti e come risorse. Al fine di una razionale valutazione e gestione dell’acqua si fa riferimento ai corpi idrici, cioè a quelle masse d’acqua che presentano proprie caratteristiche idrologiche, fisiche, chimiche e biologiche. I corpi idrici soggetti alla normativa italiana sono stati così definiti: laghi e serbatoi artificiali; corsi d’acqua naturali e artificiali; acque di transizione (estuari, lagune); acque costiere marine; falde acquifere sotterranee. Tra le diverse forme che assume l’acqua, si realizza un complesso sistema dinamico (il ciclo idrologico), caratterizzato da continui scambi.

ACQUA DI FALDA

Acqua sotterranea, presente in strati di roccia porosa o fessurata, generalmente sovrastante a strati di roccia impermeabile. Essa costituisce una importantissima risorsa naturale messa in pericolo sia dall’inquinamento proveniente da infiltrazione di sostanze tossiche nel sottosuolo, sia dal suo depauperamento, causato ad esempio dalla riduzione del tasso di infiltrazione per aumento dell’estensione di superfici impermeabili. In altri casi, invece, variazioni dell’entità degli emungimenti e maggiore apporto di precipitazioni idriche determinano innalzamenti del livello delle acque nel sottosuolo e conseguenti danni alla parte sotterranea delle costruzioni.

ACQUA LENTICA

Acqua caratterizzata da assenza di corrente e direzione costante nel tempo, tipica di laghi, stagni, paludi.

ACQUA LOTICA

Acqua caratterizzata da scorrimento o elevata turbolenza, tipica dei fiumi e dei torrenti.

ACQUE COSTIERE

Le acque al di fuori delle linee di bassa marea o del limite esterno di un estuario (D.Lgs. 11/05/99 n. 152)

ACQUE DI BALNEAZIONE

Sono così definite le acque che rispondono agli standard definiti dalla legge in relazione all'uso ricreativo-balneare.

ACQUE DI TRANSIZIONE

Sono così definite le acque di laguna, di laghi salmastri, di stagni costieri, di delta e di estuario dei fiumi.

ACQUE DOLCI

Le acque che si presentano in natura con una bassa concentrazione di sali e sono considerate appropriate per l'estrazione e il trattamento al fine di produrre acqua potabile (D.L. 11/05/99 n. 152).

ACQUE REFLUE

Si indicano con questo nome tutti i rifiuti liquidi provenienti dalle attività fisiologiche dell’uomo (metabolismo), oppure da sue attività lavorative primarie (agricoltura e allevamento di bestiame) o secondarie (industria). Tali rifiuti contengono sostanze organiche ed inorganiche sovente assai nocive le quali, se immesse senza alcun trattamento di depurazione (o con un trattamento incompleto o comunque inefficace) nell’ambiente naturale, lo contaminano gravemente con esiziali conseguenze a carico degli esseri viventi nell’ambiente medesimo.

ACQUE REFLUE DOMESTICHE

Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche. (D.Lgs. 11/05/99 n. 152)

ACQUE REFLUE INDUSTRIALI

Qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici in cui si svolgono attività commerciali o industriali, diverse dalle acque domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento (D.Lgs. 11/05/99 n. 152)

ACQUE REFLUE URBANE

Acque reflue domestiche o miscuglio di acque reflue domestiche (acque nere), acque reflue industriali (assimilabili alle acque urbane reflue urbane) e/o acque meteoriche di dilavamento (acque bianche)

ACQUE SOTTERRANEE

Le acque che si trovano al di sotto della superficie del terreno, nella zona di saturazione e in diretto contatto con il suolo e sottosuolo (D.Lgs.11/05/99 n. 152)

ACQUE SUPERFICIALI

Espressione con cui si indica quella componente dell'idrosfera che è costituita dai corsi d'acqua dai laghi e dalle zone umide.

ACQUE TERRITORIALI

Zona di mare che si estende dalla costa ad un determinato limite verso il largo. E. sottoposta alla piena sovranità dello Stato costiero che deve, però, concedere il diritto di passaggio alle navi straniere. La Convenzione di Montego Bay, adottata a conclusione dei lavori della III Conferenza delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 30.4.1982, ha imposto uniformemente il limite di 12 miglia nautiche per la determinazione delle acque territoriali.

ACQUIFERO

Strato di roccia porosa o fessurata contenente acqua di falda. Esso può essere libero o in pressione: nel caso delle falde libere (o freatiche) la superficie superiore della falda acquifera ha la possibilità di oscillare, variando la quota in relazione alle diverse condizioni di alimentazione o disfruttamento; nel caso di quelle in pressione, la superficie della falda è confinata superiormente da livelli impermeabili. In quest’ultimo caso, se la falda è raggiunta da pozzi, l’acqua può risalire fino ad una quota detta livello piezometrico.

ADDUZIONE

Fase dell’approvvigionamento idrico che consiste nel trasporto dell’acqua dal luogo di captazione a quello di distribuzione. Può essere a pelo libero, quando si abbiano portate notevoli e sia possibile il funzionamento a gravità, cioè a pendenza costante e a pressione pari a quella atmosferica; questo sistema, molto usato in passato, è ormai del tutto abbandonato. L’adduzione oggi avviene prevalentemente sotto pressione, sia quella a gravità che a sollevamento meccanico, a seconda del dislivello disponibile, e si realizza mediante condotte ricoperte di terreno.

AERAZIONE

Immissione di aria in un ambiente o in una sostanza per facilitare il processo di ossidazione. Viene utilizzata come sistema di depurazione delle acque reflue.

AEROBICO

Viene così denominato un procedimento nel quale i microrganismi si sviluppano in presenza di aria o ossigeno. Così si avranno microrganismi aerobi. Il contrario: anaerobico.

ALGA

Organismo vegetale autotrofo che vive in ambiente acquatico, oppure su rocce costantemente bagnate, in terreni umidi e negli strati del suolo compresi tra i 30 e i 50 cm. Ne esistono diverse specie e i loro estratti possono essere utilizzati per usi farmaceutici, cosmetici e alimentari. Le alghe lasciate sulle spiagge sono anche un ottimo concime per le campagne perché contengono materiale organico ed inorganico. I cloroplasti nelle alghe, oltre alla clorofilla, possiedono alcuni pigmenti che conferiscono loro una colorazione caratteristica. In base a questa si possono distinguere tre grandi gruppi: alghe verdi, brune e rosse. I pigmenti svolgono un ruolo importante perché determinano l’ambiente in cui l’alga può vivere, dagli strati superficiali a quelli più profondi. La proliferazione algale è il fenomeno di crescita spropositata delle alghe microscopiche per una eccessiva concentrazione nell’acqua di sali minerali, specialmente di quelli contenenti azoto e fosforo. Provoca la mancanza di ossigeno nell’acqua e quindi la morte delle specie ittiche.

ALLOCTONA (specie)

Specie animale o vegetale originaria di un territorio diverso da quello dove viene rinvenuto.

ALLOPATIA

E' la capacità di alcune sostanze, che vengono rilasciate nel terreno in seguito alla decomposizione dei residui vegetali, di esercitare effetti negativi sulla germinazione di altre specie.

ALLUVIONALE (suolo)

Suolo formato da fini particelle di roccia dilavate dalla pioggia o dai fiumi e depositate in una valle o in un estuario. Alcuni dei suoli più fertili sono alluvionali.

ALLUVIONE

Esondazione di un corso d’acqua dal suo alveo, normalmente in seguito a precipitazioni intense. Per estensione si dicono alluvionali i depositi sedimentari lasciati dai corsi d’acqua, sia nei propri bacini, sia alle foci, sia nei fondi marini dove si gettano.

ALOFITE

Piante che vivono su suoli ad elevata salinità. La loro resistenza alla salsedine si deve ad una particolare struttura plasmatica e ad una ridottissima superficie traspirante oppure ad attitudini

osmotiche speciali o capacità particolare che permettono loro di eliminare il sale in eccesso per escrezione.

ALTERNATIVE

Nel contesto della valutazione ambientale strategica (VAS), le alternative consistono in una gamma di opzioni strategiche grazie alle quali è possibile conseguire nel modo migliore l'obiettivo (o gli obiettivi) dei piani e dei programmi, al minor costo e/o con il maggior beneficio per l'ambiente e la sostenibilità, o che consentono di giungere al compromesso più efficace tra obiettivi conflittuali. Ad esempio: riduzione della domanda, localizzazione alternativa, un diverso tipo di sviluppo che può far conseguire il medesimo obiettivo, strumenti programmatici e misurefiscali, ecc.

ALTIMETRIA

Letteralmente "misurazione delle altitudini". Per estensione la rappresentazione cartografica delle forme e dei valori altimetrici del terreno. Tale rappresentazione si affida generalmente alle curve di livello (o isoipse) e ai punti quotati. Le aree comprese fra le curve (che devono essere equidistanti) sono spesso colorate con tinte diverse secondo una scala cromatica che mette in evidenza la successione delle fasce altimetriche.

ALTITUDINE

Elevazione di un punto della superficie terrestre rispetto al livello medio del mare.

ALVEO BAGNATO

Porzione dell'alveo in cui è presente l'acqua.

ALVEO DI MAGRA

Porzione dell’alveo che resta bagnata anche in condizioni di magra. Si tratta all’interno del letto ordinario, in particolare nei fiumi a regimi irregolari.

ALVEO DI MORBIDA

Porzione dell’alveo occupata nelle condizioni di morbida alta. La frequenza delle sommersioni, la loro durata e l’azione delle correnti di piena sulla vegetazione e sui ciottoli (abrasione, rotolamento) determinano condizioni che non permettono lo sviluppo di arbusti. Nei periodi asciutti viene colonizzato, soprattutto nella fascia più esterna, dalle erbacee pioniere di greto. Si noti che, di norma, l’alveo di morbida non corrisponde all’alveo bagnato nelle condizioni di morbida ordinaria.

ALVEO DI PIENA (corsi d'acqua non arginati)

Porzione del letto fluviale occupata nelle condizioni di piena. Porzione della regione fluviale del corso d'acqua comprendente l'alveo inciso e una parte delle aree inondabili ad esso adiacenti, sede del deflusso di una piena straordinaria di assegnato tempo di ritorno; nell'alveo di piena si hanno velocità di corrente non nulle nella direzione principale del moto per la piena considerata.

ALVEO DI PIENA (corsi d'acqua arginati)

Porzione dell'alveo di esondazione del corso d'acqua comprendente l'alveo inciso e una parte delle aree golenali ad esso adiacenti, sede del deflusso di una piena straordinaria di

assegnato tempo di ritorno, in cui cioè per la piena considerata si hanno velocità di corrente non nulle nella direzione principale del moto. E' normalmente delimitato dagli argini maestri o golenali per piene con elevati tempi di ritorno.

ALVEO DI PIENA ECCEZIONALE

Porzione del letto fluviale occupata nelle condizioni idrologiche episodiche di piena eccezionale.

ALVEO INCISO: (corsi d'acqua non arginati)

Porzione della regione fluviale compresa tra le sponde fisse o incise del corso d'acqua stesso, normalmente sede dei deflussi idrici in condizioni di portata inferiori a valori di piena gravosi; si assume il limite determinato dall'altezza della piena ordinaria, coincidente, con il limite dell'alveo appartenente al demanio pubblico.

ALVEO INCISO: (corsi d'acqua arginati)

Vale la definizione riportata per i corsi d'acqua non arginati.

ALVEO PENSILE

Alveo il cui letto è posto ad una quota più elevata del piano di campagna circostante. È una condizione frequente nei corsi d’acqua in pianura arginati i cui sedimenti, non potendosi depositare nella piana alluvionale, si accumulano nell’alveo, sopraelevandolo. È una situazione molto rischiosa perché, in caso di rottura dell’argine, l’intera portata del fiume si riversa nella piana alluvionale creando inondazioni devastanti.

AMBIENTE

Si tratta di un termine ricco di significati e di implicazioni. Nell’accezione comune comprende l’insieme delle condizioni fisiche (temperatura, pressione, ecc.), chimiche (concentrazione di gas, sali, sostanze organiche o inorganiche, ecc.) e biologiche nell’ambito del quale si svolge la vita. Sono parte dell’ambiente l’acqua, l’aria, i minerali e gli esseri viventi, vegetali e animali, inclusi i microrganismi. Ma l’ambiente è un sistema aperto, in equilibrio dinamico, capace di autoregolazione, in cui si verificano interrelazioni a tutti i livelli, insieme a flussi di energia e di informazioni. L'ambiente è un sistema complesso di relazioni di cui l'uomo è parte e con il quale interagisce. Nella pratica di tutti i giorni viene quindi focalizzato di volta in volta un aspetto particolare dell’ambiente, che verrà definito dall’aggettivo che accompagna il termine: avremo così un ambiente ecologico , naturale, sociale, politico, istituzionale, ma anche relazionale e affettivo ed altri ancora.

AMBIENTE FLUVIALE

Ambiente caratterizzato da corsi d’acqua di rilevante portata che influiscono sulla regione che attraversano, tanto in termini di evoluzione e modellamento del territorio (ciclo fluviale, geomorfologia di ambiente fluviale, erosione lineare), quanto in termini di biocenosi floristiche e faunistiche (foresta fluviale). Dello studio dei fiumi come ambiente e organismi viventi si occupa la potamologia.

AMBIENTE NATURALE

Parte di territorio organizzato fin dall’origine o in via di recupero spontaneo, da parte dell’ecosistema naturale.

AMBIENTE RIPARIO

Zona d'interfaccia o ecotono tra l'ambiente acquatico in senso stretto e il territorio circostante, contigua al corso d'acqua ed ancora interessata dalle piene o dalla falda freatica fluviale. La sua definizione è strettamente connessa a quella di vegetazione riparia: è proprio la presenza delle formazioni vegetali riparie che delimita ed evidenzia l'esistenza di una zona riparia, rendendo possibile la distinzione tra aree prossime all'alveo, la cui vegetazione è influenzata dal corso d'acqua, e aree circostanti in cui sono insediate le formazioni zonali.

AMMENDANTE

Mezzi atti a migliorare la qualità dei terreni semplicemente nei riguardi fisico-meccanici.

ANAEROBICO

Processo microbiologico che avviene in assenza di ossigeno.

ANAEROBIO

Microrganismo che non necessita di ossigeno per le sue funzioni vitali e che addirittura non può vivere in presenza di ossigeno.

ANALISI AMBIENTALE

Esauriente analisi iniziale dei problemi ambientali, degli effetti e dell’efficienza ambientali, relativi alle attività previste in un sito (Reg. 1836/93)

ANGIOSPERME

Gruppo di piante i cui semi si formano all'interno di una struttura (ovario) che maturando si trasforma in frutto. Si suddividono in due classi: Monocotiledoni e Dicotiledoni.

ANIDRIDE CARBONICA

Composto chimico allo stato gassoso la cui molecola è formata da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È presente in atmosfera per lo 0,03% in volume. Costituisce il reagente fondamentale per la fotosintesi clorofilliana.

ANSA

Marcata sinuosità nell'andamento planimetrico del corso d'acqua.

ANTAGONISMO BIOLOGICO

Competizione di due organismi in gara o contesa tra loro per la conquista della nicchia ecologica.

ANTROPICO

Ambiente o paesaggio colonizzato dall’uomo e alterato dallo stesso.

ANTROPIZZAZIONE

Colonizzazione da parte dell’uomo degli ambienti naturali, con conseguente modifica e alterazione degli stessi.

ARBUSTO

Pianta legnosa il cui fusto si ramifica dalla base in poi o che si sviluppa con più assi (gemme)

ARBUSTETO

Ambiente in cui predomina una vegetazione formata da cespugli.

ARCATA

Struttura curva fra le spalle dei ponti.

AREA ECOLOGICA ATTREZZATA

Area comprendente un ecosistema naturale, nella quale sono presenti infrastrutture che ne consentono la visita, l’osservazione e lo studio.

AREA INONDABILE: (CORSI D'ACQUA NON ARGINATI)

Porzione della regione fluviale compresa tra l'alveo di piena e il limite dell'area inondabile per una piena straordinaria di assegnato tempo di ritorno; sotto l'aspetto idraulico, l'area svolge in piena funzioni di invaso e laminazione, ma è scarsamente contribuente al moto. La delimitazione è normalmente costituita da rilievi morfologici naturali a quote superiori ai livelli idrici corrispondenti alla piena considerata.

AREA INONDABILE ALL'INTERNO DEGLI ARGINI MAESTRI: (CORSI D'ACQUA ARGINATI)

Porzione della regione fluviale compresa tra l'alveo di piena e il limite dell'area inondabile per una piena straordinaria di assegnato tempo di ritorno; sotto l'aspetto idraulico l'area svolge in piena funzioni di invaso e laminazione ma non e' contribuente al moto. La delimitazione è costituita, oltre che dagli argini maestri, da argini golenali o da rilevati presenti in golena.

AREALE

Distribuzione geografica generale di una specie

AREA NATURALE RELITTA

Lembi residui degli antichi ecosistemi naturali che si estendevano anche in pianura prima dell'antropizzazione che ha portato alla frammentazione degli habitat.

AREA UMIDA

Paludi, torbiere acquitrini e comunque specchi d'acqua naturali ed artificiali, perenni o no, con acqua dolce o salata, ferma o corrente, incluse le coste marine la cui profondità non superi i 6 metri con la bassa marea.

AREE PROTETTE

Aree dotate di particolari caratteri ambientali, di cui lo Stato o gli altri organi che hanno poteri di gestione del territorio garantiscono la salvaguardia grazie a specifici vincoli legislativi. Tali sono i parchi nazionali e regionali, le foreste demaniali, le riserve integrali, le oasi faunistiche.

AREE SENSIBILI

Si possono definire "aree sensibili"' quelle zone che per vari motivi strutturali o funzionali hanno scarsa possibilità di subire senza danni irreversibili ampie variazioni dei parametri ambientali che ne regolano il funzionamento; esse hanno bassa resistenza e resilienza. Sono aree particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici la zona artica e antartica, ed è infatti per questo che gran parte delle ricerche sul clima e su I'inquinamento globale dei pianeta Terra si svolgono in tali zone. Ma sono aree sensibili, soprattutto ai cambiamenti climatici, anche quelle di alta montagna o quelle di macchia mediterranea che possono essere soggette alla copertura di ghiacciai o alla desertificazione, o ancora quelle lagunari e le isole che possono subire notevoli influenze in caso di innalzamento del livello del mare per scioglimento dei ghiacci.

ARGINE

Opera longitudinale rilevata rispetto al piano di campagna. Ha la funzione di contenere le acque di piena e, perciò, di proteggere la piana alluvionale dalle inondazioni. Nei grandi fiumi possono essere presenti più serie di argini, il più esterno dei quali (più elevato) viene chiamato argine maestro. Quando l’argine è realizzato con un muro verticale si parla di muro arginale.

ARGINE MAESTRO

Opera idraulica in rilevato a diversa tipologia costruttiva, con funzioni di contenimento dei livelli idrici corrispondenti alla portata di piena di progetto, a protezione del territorio circostante.

ARGINE GOLENALE

Opera idraulica in rilevato a diversa tipologia costruttiva, con funzioni di contenimento dei livelli idrici corrispondenti alla portata di piena di progetto, sommergibile dalle piene maggiori, a protezione di una porzione dell'area golenale. La quota massima è ritenuta sempre inferiore a quella dell'argine maestro relativo

ASSOCIAZIONE

Unità di base della fitosociologia. E' una comunità vegetale caratterizzata da una particolare composizione floristica (specie caratteristiche o differenziali proprie, o una combinazione specifica caratteristica), e da particolari caratteristiche ecologiche, biogeografiche, successionali, storiche e antropogene.

ASSOCIAZIONE ECOLOGICA

Insieme di popolazioni animali e vegetali che vivono in una data area e in un determinato ambiente fisico. Insieme di specie vegetali presenti in un dato biotopo seconda una tipica e ricorrente combinazione.

ASTONE

Si intende sia una pianta giovane e vigorosa con il fusto coperto di rami fino alla base, sia i rami terminali dritti e poco ramificati di salici arboreei, dotati di gemma apicale ed in grado di ricacciare vegetativamente, di lunghezza variabile da 1,5 a 2,5 mt.

AUTOCTONA (specie)

Specie animale o vegetale originaria del territorio dove viene rinvenuta.

AUTODEPURAZIONE

Capacità delle acque naturali di smaltire un carico inquinante organico ad esse imposto, grazie all’opera dei microrganismi aerobi, i quali demoliscono le sostanze organiche con formazione di prodotti finali relativamente innocui. Tuttavia i batteri aerobi, durante tale attività, consumano ossigeno; pertanto, se il carico inquinante è eccessivo, ne può derivare un eccessivo e pericoloso impoverimento del tenore dell’ossigeno disciolto nel corso d’acqua (fiume, lago, mare) sul quale il detto carico inquinante è imposto.

AUTOTROFO

Microrganismo in grado di produrre nutrienti organici direttamente da sostanze inorganiche semplici, quali l’anidride carbonica e l’azoto inorganico.


 
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